APULIAE

Nell'osservare gli oggetti e le produzioni di Maria Pierno, ritornano
alla mente lontani echi medioevali e rinascimentali, con cui reagire
all'impersonalità, oggi imperante, nel mare aperto della post modernità.
E' il recupero dell'Artigiano, che è segno della fatica
dell'uomo, che contiene la sfida di superare ogni distinzione tra Arti
Maggiori e Arti Applicate.
E' l'Artista/Artigiano che si fa Operaio, che agisce nella
quotidianità, che si consegna alla Religione del "Valore-Lavoro".
Quello che subito si intuisce nella produzione di Maria Pierno
 e' la
centralità del "Saper Fare con le Mani", ove Ornamento diviene
Significato, e l'interiorità momento operativo.
Questo slancio decorativo convive con un istinto decostruttivo, dove il
richiamo al genere classico sfocia nella dimensione della modernità.
Maria Pierno lavora la Malta di Geris, un materiale da Lei
inventato, duttile e versatile, modellandolo come un'appendice della pittura.
Ed ecco allora tanti modelli, basati sulla trasposizione di bozzetti
preesistenti, che si richiamano a un "Naturalismo Pugliese", e che
affollano la narrazione di un nobile e antico territorio.
La matericita' delle sue opere ci riporta a tecniche compositive
antiche, dove però il gusto delle disarticolazioni recupera quello delle
avanguardie.

La Materia si distende in morbide e sensibili increspature, che si ripiegano
e si sottopongono a danze di geometrie sfilacciate e sinuose.
Il Pensiero materico mette insieme immagini e culture per narrare il
territorio Pugliese, con la sua trama di significati e significanti.

Ed ecco allora la serie delle Impronte, opere che scavano in un tempo antico; le Tracce, che testimoniano la rugosità di queste terre; i Landscapes, composizioni astratte tratte da una prospettiva dall'alto; le Porte, diaframmi di tempo dove figurativismo e astrattismo si accostano e si fondono; i Nonvasi, la Statuaria e i Piatti, dove sui primi sono scolpiti i fregi delle antiche dominazioni, sui secondi il segno drammatico dei suoi abitanti, sui terzi la rappresentazione surreale dei suoi paesaggi, fino alla grande tavola dove si compie la sintesi di un naturalismo pugliese dalla forte impronta.

Non poteva certamente mancare la testimonianza del grande Santo della città, San Nicola. Il tutto si conclude con un ampio compendio di opere che ben si inquadra nel settore dell'Art-Design, a testimonianza di un funzionalismo di matrice novecentesca.

 Accostando allora queste opere emerge l'originalità del "Fare
Artigiano", dove si coglie un apparente antitesi.
Mentre l'Artigiano e' rivolto all'esterno, verso la
Comunità, l'Artista e' rivolto all'interno, su di se'
!
Ma in epoca antica queste antitesi erano molto meno evidenti, Artisti e
Artigiani erano uomini e donne del Fare, che modellavano le loro idee, le
loro intuizioni dentro spazi chiusi che erano le loro Botteghe.
Ed e' in questa sintesi che si colloca il lavoro di Maria Pierno
,che
nella sua Casa Atelier offre il suo contributo a una storia collettiva, quella
di un territorio di frontiera come le Puglie, dove il meticciato e' la cifra
antropologica del suo popolo.

 

" APULIAE "   Dicembre 2015 - Febbraio 2016 - Casa Atelier Malta di Geris

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